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A Roma il 13-14 febbraio si è tenuto il Laboratorio nazionale di pastorale giovanile… dal tema:
“Di Generazione in generazione…”, un grande Si di Dio che si rinnova ai ragazzi, agli adolescenti, ai giovani ed ai giovani adulti.
Tra le tante ricchezze acquisite, per noi partecipanti al Laboratorio, è di aver ancor più compreso l’importanza della comunità cristiana come luogo di presenza dei giovani e il ruolo centrale delle parrocchie in tutto ciò, come più volte è stato detto al Convegno Nazionale di Metaponto.
Se i Giovani non sono lontani dagli adulti o fuori dalla comunità, se non rimangano soli e se riscoprono i momenti chiave della vita delle comunità, cioè “l’Eucaristia”, e vi partecipano, questi riusciranno ad essere protagonisti autentici e testimoni credibili del loro tempo.
“Il Tempo ha senso solo se ci lega a Cristo”, ci ha esposto con forza il 1° relatore Mons. Giuseppe Busani –Vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Piacenza (Bobbio) -, ponendo l‘attenzione su come l’Anno Liturgico sia dono e risorsa per un cammino di fede che ci fa vivere il Tempo, il nostro presente come affidamento al Padre, che si rinnova di domenica in domenica, presentando ai giovani una Chiesa, “casa di opportunità” , che deve accogliere e testimoniare.
Si è richiamato il fatto che i giovani desiderano “essere” e sentirsi protagonisti e innamorati, evitando di essere spesso richiesti solo come “facchini”.
Questo comporta che la Parrocchia, la comunità, la società, debbano essere luogo dove ci si allena all’ascolto reciproco e al confronto.
Don Paolo Gentili – Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della Famiglia della CEI, 2° relatore al Laboratorio -, ci ha spiegato come la partecipazione ecclesiale e anzitutto i consigli pastorali – diocesani e parrocchiali - debbano essere spazio di consapevolezza del valore della corresponsabilità e delle scelte condivise. Troppo spesso questi sono luoghi di protagonismo adulto e di carente partecipazione del giovane, ritenuto non adatto o inesperto.
Questo laboratorio ci lascia dentro una forza immensa e la verità che i giovani spesso sono soli ed hanno bisogno di non essere sottovalutati dalle Istituzioni ecclesiali e di conoscere il vero volto di una “Chiesa Madre”, con la consapevolezza che Dio ha bisogno di noi giovani, oggi, per percorrere le strade del mondo.
La redazione,
14-02-2010